Sabato, 20 Ottobre 2018

Scienza ore sei

Grande successo per il ciclo SCIENZA AD ORE SEI:

la serie di appuntamenti  per parlare di attualità scientifica ed innovazione tecnologica organizzati dalla Provincia in collaborazione con il sistema trentino della ricerca. 

SCIENZA AD ORE SEI è il ciclo di aperitivi scientifici organizzato in collaborazione con la Provincia di Trento, che, da marzo a giugno 2018, ha visto protagonisti i cittadini in dialogo con ricercatori e comunicatori di Università di Trento, MUSE-Museo delle Scienze, Fondazione Mach e Fondazione Kessler.

 
Durante i 6 appuntamenti di SCIENZA AD ORE SEI presso la caffetteria del MUSE, si è parlato, in un'atmosfera informale e rilassata, di fronte ad un aperitivo, di scienza ed innovazione tecnologica, confrontandosi su temi di forte attualità e interesse, in particolare nel contesto locale del Trentino, con ricadute tangibili sulla quotidianità dei cittadini. 

 
Il ciclo è iniziato in marzo parlando del glifosato, componente di molti diserbanti utilizzati in agricoltura, dell’imminente introduzione degli insetti nell’alimentazione, della mobilità urbana e di come la tecnologia possa conciliare soluzioni più sostenibili. Nel mese di maggio sono state invece affrontate le problematiche etiche e tecnologiche dell’intelligenza artificiale applicata alla medicina, e ancora come la tecnologia applicata alla ricerca ecologica possa aiutare a comprendere il comportamento di caprioli, orsi e altri mammiferi sulle nostre Alpi per finire con il tema del cambiamento climatico. 

SCIENZA AD ORE SEI ha visto il coinvolgimento di una ventina di esperti, tra docenti, ricercatori e comunicatori, dei quattro Enti del Sistema Trentino dell’Alta formazione e della Ricerca e di più di 300 cittadini che hanno partecipato agli incontri, apportando il loro contributo di esperienze, curiosità e idee. 

Raggiunto quindi l’obiettivo di offrire uno spazio di discussione tra cittadini e ricercatori, superando lo schema della conferenza, in cui tipicamente il relatore fa una presentazione per poi rispondere alle domande del pubblico, e proponendo invece un contesto informale per discutere di importanti temi di attualità scientifica a partire dalle domande dei cittadini.

 

SCIENZA AD ORE SEI è stata realizzata in collaborazione con i quattro ricercatori post-doc  , che grazie al bando della Provincia autonoma di Trento  “I comunicatori STAR della scienza”, stanno lavorando presso le seguenti strutture di ricerca del territorio: Ilaria Ampollini (Università di Trento), Manuel Ballatore (MUSE),
Anna Ericksson (Fondazione Edmund Mach) e Matteo Serra (Fondazione Bruno Kessler).

Per ulteriori informazioni: Raffaella Di Iorio (Dipartimento della Conoscenza) e Maurizio Bianchi (Assessorato alla Università e Ricerca)

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A cura di:

- Ilaria Ampollini - Università di Trento

- Manuel Ballatore - MUSE

- Anna Eriksson - Fondazione Mach

- Matteo Serra - Fondazione Kessler

  

1- L’Europa dice sì, sai perché? Il glifosato in agricoltura dall’UE al Trentino: fatti e interrogativi.

Il primo incontro di Scienza a ore sei del 21 marzo ha visto la partecipazione di 70 persone, per discutere l’uso del glifosato in agricoltura con i relatori Emanuela Bozzini, ricercatrice del dipartimento di Sociologia dell’Università degli studi di Trento (UNITN) e Ilaria Pertot, agronoma e direttrice del centro congiunto Agricoltura, Ambiente e Alimenti (C3A) dell’UNITN e della Fondazione Edmund Mach (FEM).

Durante l’incontro si è discusso della controversia relativa alla pericolosità dell’erbicida: il glifosato è stato infatti classificato come sostanza cancerogena dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) e per questo motivo è stato eliminato dai campi agricoli trentini. Le discussioni tra i partecipanti all’aperitivo hanno toccato diverse tematiche: quanto influisce la “cattiva” comunicazione dei media sull’opinone pubblica? Quanto sono affidabili gli scienziati? Il glifosato è biodegradabile nel suolo? In definitiva, l’incontro ha rappresentato un’ottima opportunità per i cittadini per orientarsi fra i risultati scientifici e le bufale su questo scottante argomento.

2- Cavallette per cena? L’arrivo degli insetti nella nostra dieta.

Il tema degli insetti come fonte alimentare nuova e alternativa in Europa è molto attuale, come dimostra il grande numero di partecipanti al secondo appuntamento di Scienza a ore sei del 28 marzo.
Ben 90 persone hanno infatti affollato la caffetteria del MUSE per discutere insieme agli entomologi Omar Rota-Stabelli, ricercatore dalla FEM, e Gianfranco Anfora, professore associato al C3A (UNITN-FEM).

Chi non vorrebbe poter raccontare agli amici che ha assaggiato una cavalletta?
In Italia, però, non è ancora consentita la somministrazione di insetti in luoghi pubblici, perché manca l’autorizzazione all’allevamento a livello nazionale. Restano alcune questioni aperte: per esempio, come si può individuare una malattia in una biofabbrica di insetti composta da migliaia di individui? Inoltre, allevare specie di insetti esotiche potrebbe presentare un rischio di invasione di specie aliene. Durante l’incontro si è anche discusso se gli insetti potrebbero rappresentare una dieta vegetariana alternativa.

3- E tu, come ti muovi? Comunicazione e partecipazione per una mobilità più sostenibile.

In Italia siamo pronti a cambiare stile di mobilità urbana?
Andare a piedi invece che in macchina per accompagnare i bambini a scuola? Oppure scegliere la bicicletta, i mezzi pubblici o il car-pooling per andare al lavoro?

Ne abbiamo parlato l’11 aprile con Annapaola Marconi, responsabile dell’unità di ricerca Distributed Adaptive Systems della Fondazione Bruno Kessler (FBK), e David Tombolato, mediatore culturale area sostenibilità e nuove tecnologie del MUSE. Un pubblico di circa 25 persone attivo e vivace ha condiviso e discusso diversi argomenti durante la serata: in Italia servirebbe un cambio di mentalità e culturale per avvicinarsi a paesi come Svezia, Austria, Danimarca Svizzera, dove la mobilità sostenibile funziona? Il tutto senza dimenticare i benefici in salute che derivano dal muoversi in modo sostenibile.

4- Ti faresti curare da un robot? Sfide etiche, giuridiche e tecnologiche nell’era dell’intelligenza artificiale

Le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono ormai molteplici: tra queste, meritano particolare attenzione quelle che riguardano la medicina, con risvolti delicati anche dal punto di vista etico. Se ne è parlato il 9 maggio - di fronte a circa 70 persone - con Carlo Casonato, professore ordinario di diritto pubblico comparato dell’UNITN, e Giuseppe Jurman, ricercatore in Biologia computazionale di FBK, che hanno aiutato il pubblico a rispondere alla domanda: “ti faresti curare da un robot?”. Molte le questioni delicate affrontate durante l’incontro, dalla capacità di un robot di gestire le emergenze al problema della responsabilità delle macchine.

5- Tracce, numeri, microchip. Mammiferi, scienza e tecnologia sulle Alpi.

In che modo la tecnologia ci aiuta a scoprire i segreti dei movimenti degli animali delle nostre montagne ne abbiamo discusso il 28 maggio insieme a Simone Tenon, ricercatore in Ecologia quantitativa dal MUSE, Francesca Cagnacci, ricercatrice in Ecologia applicata della FEM e Amy Murphy, ricercatrice in Scienze computazionali di FBK.
Durante l’incontro i relatori hanno ragionato sull’importanza di sapere quanti individui compongono una popolazione animale e se il loro numero varia nel tempo, ma anche sulla forza della demografia e sul perché si studia il movimento degli animali.
Fino ad arrivare alla tecnologia: grazie a speciali collari GPS con batterie a lunga durata si riesce a monitorare gli spostamenti di animali altrimenti non facili da seguire. Ma gli stessi oggetti possono essere usati anche per allontanare animali problematici, come alcuni orsi, grazie a un sistema di “allarme” che scatta quando l’orso si avvicina a un’opportuna stazione di rilevamento. La discussione ha toccato anche il numero effettivo di orsi in Trentino: contrariamente a quanto si potrebbe credere, sono solo una cinquantina..

6- Hai sentito anche tu? Accorgersi del clima che cambia: i segnali in Trentino.
 
Con l’aumento locale delle temperature e le variazioni nel ciclo delle precipitazioni negli ultimi 40 anni, la perdita in volume dei ghiacciai è raddoppiata ed è stato calcolato che i ghiacciai di piccole dimensioni, che si trovano a quote inferiori ai 3000 m, sono destinati a scomparire entro i prossimi 50 anni.
La riduzione dei ghiacciai alpini è quindi la prima evidenza del cambiamento climatico in corso.
Ma cosa perdiamo con i ghiacciai?
E come possono aiutarci i piccoli animali acquatici per trovare risposte a questa domanda?
Nell’ultimo appuntamento di Scienza a ore sei di questa primavera del 6 giugno, sono intervenute 25 persone per discutere le problematiche dei cambiamenti climatici a livello locale. I relatori esperti sull’argomento erano Valeria Lencioni, ricercatrice in Idrobiologia presso il Muse, ed Emanuele Eccel, climatologo del Centro Ricerca e Innovazione alla Fondazione Edmund Mach.

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Leggi l'articolo di Matteo Serra - FBK

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Leggi l'articolo di Manuel Ballatore - MUSE

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Leggi l'articolo di: Ilaria Ampollini -UniTN e Anna Eriksson Fond.Mach

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Leggi l'articolo di Matteo Serra - FBK

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Leggi l'articolo di Manuel Ballatore - MUSE

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Leggi l'articolo di Manuel Ballatore - MUSE

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